Cerrado por fútbol

Eduardo Galeano
Cerrado por fútbol
Madrid, Siglo XXI España Editores, 2018
Scheda


Este libro reúne todos los textos que Galeano escribió sobre fútbol, la mayoría dispersos en su obra publicada, pero también varios inéditos y verdaderos hallazgos, como la crónica en la que, con sólo 23 años, llama «traidor» al Che Guevara en persona por haber adquirido en Cuba la pasión por el béisbol. Las páginas proponen un recorrido por la historia del fútbol, desde la época en que un jugador recibía una vaca por cada gol hasta el tiempo de los jugadores multimillonarios agobiados por el éxito, pasando por el relato de los diez futbolistas que se pintaron la cara de negro en solidaridad con su compañero discriminado por la hinchada; también hablan de Maradona, «el hombre que no podía vivir sin la fama que no lo dejaba vivir», y de Zidane, que en su último partido embistió a un rival y se retiró expulsado de un mundial mediocre.

Eduardo Galeano creía que el fútbol expresaba «emociones colectivas», esas que generan «fiesta compartida o compartido naufragio, y existen sin dar explicaciones ni pedir disculpas». De esas pasiones habla Cerrado por fútbol.

Bernardini

Marco Impiglia
Fulvio Bernardini
Il Dottore del calcio italiano
Roma, Kollesis, 1913
Scheda

Una vita dedicata al football, quella di Fulvio Bernardini (Roma 1905-1984). Talmente ricca di successi da meritare le Hall of Fame della FIGC, Roma e Fiorentina. Il Dottore del calcio italiano - o "dottor Pedata", come lo chiamava il critico Gianni Brera - ha stupito da calciatore per l'intelligenza superiore. Da giornalista è stato un pasdaràn del "sistema", tattica spregiudicata che aborriva il contropiede all'italiana. Come allenatore ha vinto scudetti con la Fiorentina (1956) e il Bologna (1964), più una Coppa Italia con la Lazio. Ha guidato la Sampdoria e poi la Nazionale negli anni '70, lanciando talenti come Francesco Rocca, Marcello Lippi, Giancarlo Antognoni, Roberto Bettega, Gaetano Scirea, Francesco Graziani e Marco Tardelli. Un lavoro che spianò la via ai trionfi di Enzo Bearzot. Sua la definizione "giocatore dai piedi buoni", ancora usata perfino nel gergo politico. Introduzione di Italo Cucci.

Calcio e letteratura in Italia

Sergio Giuntini
Calcio e letteratura in Italia (1892-2015)
Milano, 2017, Biblion edizioni
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La sterminata produzione “letteraria” originata in Italia dal calcio si presenta come un’orgia di materiali magmatici, frastagliati e in continua espansione. Difficile, insomma, da maneggiare e dominare. Nei suoi confronti occorre evitare rigide categorizzazioni. Un approccio del genere consente fra l’altro di aggirare la poco economica e problematica dicotomia fra letteratura e giornalismo. Tant’è: appare spesso molto più semplice rintracciare un elevato tasso di “letterarietà” in un articolo di Gianni Brera sull’“abatino” Gianni Rivera anziché nel racconto calcistico di un autore unanimemente laureato e celebrato dalla critica. E lo stesso vale, a ben vedere, per gli scritti giornalistici sul calcio lasciatici dai vari Ghirelli, Arpino, Palumbo, Zanetti, Bianciardi, Del Buono etc, che sarebbe difficile etichettare banalmente come “letteratura popolare”. Sergio Giuntini va direttamente a individuare una “letteratura del e sul calcio” cui, dall’Ottocento a oggi, hanno contribuito i più disparati apporti che ne hanno descritto l’avventura e l’epica. Romanzi, saggi, biografie, autobiografie, manuali tecnici, pagine di riviste e quotidiani specializzati e non ricostruiscono una storia sociale del calcio italiano, rappresentando nel contempo una sorta di necessario risarcimento nei confronti di un movimento che, del tutto legittimamente, è venuto a far parte della nostra cultura.